Eugenius IV (Pope). Pope Eugenius IV formally recognizes and concedes privileges to the lay community of the Oblates of the Tower of Mirrors in Rome in I Processi inediti per Francesca Bussa dei Ponziani (Francesca Romana), 1440-1453 pp. xi-xii

[Founding Bull of S. Francesca Romana a Tor de'Specchi]
Founding Bull of

4 lugio 1433

Eugenio vescovo, servo de'servi di Dio, al venerabile fratello Gaspare, arcivescovo di Conza, residente in questa alma cittý di Roma, salute ed apostolica benedizione.

Per parte delle dilette in Cristo figliuole Anastasia, moglie giý di Tommaso Clarelli, or vedova; di Agnese, figliuola di Paolo Lelli; di Anastasia, figluiola di Antonio Lelli Petrucci; di Iacobella, figliuola di Francesca; di Agostina, figliuola di Perna; di Perna, moglie giý di Antonio Coluzj; di Caterina de'Manetti; di Vannozza, moglie giý Sabba di Maroccini di Roma; di Rita de' Celli; e di Francesca de' Veroli, donne oblate del monasterio di Santa Maria Nova di Roma, dell' Ordine di san Benedetto che si chiama di Monte Oliveto; pochi di fa ci Ë stata presentata una supplica, la quale conteneva qualmente esse, accese dallo zelo di Dio, desiderose di servire all'Altissimo in ispirito d'umiltý; e, per quanto Ë concesso alla fragilitý loro, d'imitare la vita apostilica, acciÚ al fine guadagnino sË stesse a Cristo desiderano di abitare insieme in qualche casa, a ciÚ atta e conveniente in questa Cittý, e di mettere in comune tutti i beni, che Dio le ha dati, e di essi vivere in comune ed in caritý sotto l'obbedienza d'alcuna di loro, che esse giudicheranno atta per questo e secondo il tempo elegeranno. Laonde per parte delle dette donne siamo stati umilmente supplicati che con benignitý apostolica ci degniamo di provederle opportunamente delle predette cose. Noi dunque non avendo notizia certa delle predette cose, inclinati alle loro preghiere, ordiniamo alla fraternitý tua con questa Bolla apostolica che tu t'informi diligentemente di tutte le cose predette con autoritý nostra e se per tale informazione troverai che siano vere, e verisimilmente penserai che le prefate donne lecitamente possano abitare insieme e conservarsi con onore di Dio e salute dell'anime loro, e concorrerý a questo il consenso del Priore e frati del detto monasterio, nel che incarichiamo la tua coscienza, con autoritý apostolica ti diamo piena e libera facoltý, col tenore delle presenti, che tu possa concedere alle predette donne di poter pigliare e ritenere in perpetuo una casa atta per loro uso ed abitazione in quel luogo che a te parerý conveniente ed onesto in questa Cittý, e che possano eleggere una di loro di vita approvata che alle altre presieda, e quante volte sarý di bisogno se ci sarý legittima causa, rimuoverla ed eleggerne un'altra in luogo suo, similmente di vita approvata, e di poter ricevere e tritenere altre donne che al loro modo di vivere vogliano accomodarsi e conformarsi e che possano vivere dei detti loro beni in comume sotto li statuti, ordinazioni e modi delle altre oblate del detto Ordine senza il particolare proprio, e che possano eleggere alcun buono e discreto Sacerdote religioso o secolare di etý provetta per loro confessore, il quale udite diligentemente le confessioni delle medesime donne, tante volte quante sarý opportuno, lor di l'assoluzione, se perÚ i peccati commessi non fossero tali che meritevolmente si avesse da ricorrere alla Sede apostolica, ed imponga loro la penitenza salutare ed amministri a loro ed alle altre donne, che a tempo dimoreranno in detta casa, gli altri Sacramenti. Salve perÚ sempre in tutto le ragioni della chiesa parrocchiale, dentro i confini della quale accaderý che sia la detta casa e di qualsivoglia altra. Non ostanti le Constituzioni apostoliche e statuti e consuetudini del monasterio ed Ordine predetto, ancorchË confermate con giuramento o corroborate con apostolica o altra qualunque fermezza in contrario. Ma per questa concessione noi non intendiamo di approvare lo stato delle dette donne.

Dato in Roma appresso San Pietro l'anno della Incarnazione del Signore mille quattrocento trentatrË, alli quattro di luglio de Pontificato Nostro l'anno terzo.


Comments:

Archbishop Gaspare de Dianoís executorial letter putting into effect the above bull was issued on July 21, 1433. The letter, addressed to the ten women who petitioned Eugenius IV for recognition of their community, largely recaptitulates the wording and content of the bull. Executorial letter appears in Italian in Vita di S.l Francesca Romana Fondatrice dell'Oblate di Torre de'Specchi, cavata da vari Manoscritti antichi, dalli Processi fatti per la Sua Canonizzazione ed altre Istorie (In Roma, l'Anno Santo del Giubileo, MDCLXXV), p. 280The and Document #3 (pp. xiii-xiv) in P. T. Luganoís Introduction to I processi inediti per Francesca Bussa dei Bonziani (Santa Francesca Romana) 1440-1453 (Studi e testi 120). Citta del Vaticano: 1945.

This is an Italian translation of a Bull issued on July 4, 1433 by Pope Eugenius IV recognizing the Congregation of Oblates of the Tower of Mirrors (Tor deíSpecchi) in Rome as a religious community dedicated to ìimitating the apostolic lifeî according to the regime of self-rule and charity they have aleady determined for themselves. The bull, which responds to a supplication from 10 community members, is addressed to papal vicar in Rome, Archbishop Gaspare de Diano, who is charged with seeing that the terms of the supplication and bull are put into effect. The bull describes the Oblates as associated with the Church and Reformed Benedictine Community of Santa Maria Nova in the Roman Forum. It would, perhaps, be more accurate to reverse the wording of the bull in light of evidence that the monks, in their early reforming phase, had associated themselves with the Oblates. Although Francesca Bussa is considered the founder of this community of the Tower of Mirrors, it is worth noting that she does not appear among the list of ten women, presented as widowed or unmarried, whose petition Eugenius responds to here. This may have been because Francesca was not yet widowed and her married status might have compromised the petition for formal recognition as a religious community. On the other hand, the list of women here may represent only the Oblates who were living together in the congregationís compound of dwellings in 1433, and not other members of the congregation who were living in their own or their family homes.

Another interesting feature of the bull is its concluding sentences:

Salve perÚ sempre in tutto le ragioni della chiesa parrocchiale, dentro i confini della quale accaderý che sia la detta casa e di qualsivoglia altra. Non ostanti le Constituzioni apostoliche e statuti e consuetudini del monasterio ed Ordine predetto, ancorchË confermate con giuramento o corroborate con apostolica o altra qualunque fermezza in contrario. Ma per questa concessione noi non intendiamo di approvare lo stato delle dette donne.

Here Eugenius states that the jurisdiction of the new association of penitent women is parochial. He releases the community from restrictions that might derive from any previous papal constitutions, notably Boniface VIIIís Pericoloso, or from any that might generally pertain to foundations of the Benedictine Order. Somewhat paradoxically, however, Eugeniusís text adds that while the pope grants the Oblates of Tor deíSpecchi special rights and exemptions that leave them free to pursue a religious life as laywomen, the concession of these privileges does not imply an approval of the semi-religious status of the women.

In some respects the timing of the Oblatesí supplication to Eugenius could not have been worse. Eugenius was a firmly reform-minded pope, closely associated with leaders of the Observant Reform of the Benedictine Order in his home region of the Veneto, as well as elsewhere in Italy. As his registers show, particularly during the period of his sojourn in Florence beginning in 1434, his interventions relating to womenís religious communities tended to be rigorously conservative and authoritarian, effecting reform through dissolution or incorporation of struggling communities, through imposition stricter regulations, and through placing womenís communities more firmly under the control of ordinaries, bishops or male communities. One would hardly expect an autonomous, unenclosed group of laywomen in Rome to have met with his favor. Moreover, Eugenius was weathering the stormy fallout from his attempt to dissolve the Council of Basle in December 1431 and repeated incursions against Rome by the troops of Nicola Fortebraccio, who in turn were aided by the powerful Colonna dynasty of Rome and environs. On May 24, 1434, the strength of the Colonna and their allies, both with and outside the city of Rome forced Eugenius to flee the city. The support of members of the baronial Orsini dynasty, long time adversaries of the Colonna, may have helped further the petition of the Oblates of Tor deíSpecchi and the favor of Eugeniusís positive response to the Oblates certainly helped his standing with powerful members of factions in Rome opposing the Colonna.

Publication Information: The Italian translation below was first published in the Vita di S.l Francesca Romana Fondatrice dell'Oblate di Torre de'Specchi, cavata da vari Manoscritti antichi, dalli Processi fatti per la Sua Canonizzazione ed altre Istorie (In Roma, l'Anno Santo del Giubileo, MDCLXXV): 277-279. The editors of this work state that the original bull still exists among the documents of the Oblates: "il cui originale si conserva ancora dalle dette Signore (Oblate)" (p. 277). The Latin text of Eugeniusís bull was published by the Bollandists in the Acta Sanctorum., martii, tom. II, p.195-196). The document below was also published by P. T. Lugano, as Document #3 (pp. xi-xii) in the Introduction of his I processi inediti per Francesca Bussa dei Bonziani (Santa Francesca Romana) 1440-1453 (Studi e testi 120). Citta del Vaticano: 1945. This was a publication of the Vatican Libraryís Studi e Testi Series: http://www.vatican.va/library_archives/vat_library/